Piano triennale per la digitalizzazione della PA

19/06/2017 - Venezia

Parte il piano triennale per l’informatica nella PA: un’analisi profonda e strutturale che attraverso 8 layer dà finalmente il giusto peso ai temi chiavi dell’innovazione digitale, quali i Datacenter e cloud, la gestione delle basi di dati e gli open data.

Il 31 maggio 2017 è arrivata la firma ufficiale del presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni al Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019, realizzato dall’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e dal Team per la trasformazione digitale (guidato dal digital champion Diego Piacentini). Il Piano detta le regole della digitalizzazione della PA, secondo un modello strategico che è coerente con quanto presentato già da AgID e che è all’insegna dell’open source.

Le direttive sono inserite in 8 layer differenti: 

1. Infrastrutture fisiche. Si parla di un ambiente Cloud della PA italiana, omogeneo dal punto di vista contrattuale e tecnologico, gestito da personale interno alle PA (previa riqualificazione delle risorse) e da soggetti esterni qualificati. Il risparmio previsto quindi sarà consistente considerando il consolidamento dei data center e la migrazione al cloud.

In una prima fase spetterà ad AgID il compito di individuare le infrastrutture fisiche di proprietà della PA da scegliere come Polo Strategico Nazionale (PSN) e di definire il percorso della PA verso il modello cloud.

2. Infrastrutture Immateriali. Questo layer è composto da 2 sezioni:

  • Piattaforme abilitanti: CIE, SPID, PagoPA, FatturaPA, ANPR, NoiPAIl Piano contiene aggiornamenti sulle nuove piattaforme in sviluppo come ComproPA (sistema di notifiche di cortesia), SIOPE+ (sistema di gestione dei procedimenti amministrativi nazionali e i Poli di conservazione) ed indica in che modo le PA possono aderire a attivare le piattaforme in via di sviluppo e quelle già lanciate.
  • Dati PA: banche dati di interesse nazionale, Open data. Gli obiettivi in questo senso sono la riduzione delle ridondanze causate da copie asincrone e interventi manuali, e l’interoperabilità attraverso l’implementazione di API.

​​3. Modello di interoperabilità. Per la collaborazione fra PA e fra PA e aziende per mezzo di soluzioni tecnologiche che consentano lo scambio di informazioni, evitando le integrazioni ad hoc. Uno degli aspetti di maggiore innovazione è l’approccio “API first” che favorisce la separazione dei livelli di back-end e di front-end, per una massima interoperabilità di dati e servizi.

4. Ecosistemi. Sono le aree in cui opera la PA, si tratta di settori tematici accomunati da caratteristiche di omogeneità. Il piano definisce la mappa degli ecosistemi, rimandando a gruppi di lavoro congiunti (PA-AgID) la definizione di obiettivi specifici e la discussione tecnica.

5. Strumenti per la generazione e la diffusione di servizi digitali. In questo senso gli aspetti innovativi riguardano l’approccio basato sul modello API che consente di aprire a nuove applicazioni, e la nuova visione mobile first per una migliore usabilità dei servizi in mobilità.

6. Sicurezza. Un ruolo centrale avrà in questo senso CERT-PA, responsabile della creazione di piani di sicurezza delle PA, di azioni di monitoraggio e verifiche periodiche sull’attuazione dei piani. Fra gli obiettivi ci sono la definizione di profili di sicurezza delle componenti ICT delle PA in tutte le componenti del modello strategico, e un’analisi del rischio. CERT-PA produrrà cataloghi sulle infrastrutture, sugli interventi di sicurezza e sulle vulnerabilità riscontrate, prevedendo fra l’altro l’obbligo per le PA di dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza e l’individuazione dei profili a rischio per l’infrastruttura.

7. Data & analytics framework. Il Piano prevede la creazione di un sistema che gestisca e analizzi i big data di cui sono in possesso le PA, migliorandone la qualità e favorendone l’accessibilità grazie a open data e API.

8. Gestione del cambiamento. Il cambiamento è previsto che si sviluppi secondo un modello di Governance bene definito. Saranno condotte attività a garantire la gestione del Piano (attraverso attività di panificazione, monitoraggio e coordinamento delle attività e il supporto all’attuazione del Piano).

L’ultima parte del piano analizza poi il tema cruciale della spesa ICT delle PA, con l’obiettivo di ottenere entro la fine del 2018 un risparmio di 800 milioni di euro sulla spesa corrente annuale in ICT a livello nazionale. Gli strumenti per ottenere il risparmio sono la centralizzazione della spesa gestita dai soggetti aggregatori, l’uso degli strumenti messi a disposizione da Consip e l’incentivazione ad aderire alle piattaforme abilitanti.

Per facilitare e velocizzare l’implementazione del Piano stesso si promuove e si consiglia una collaborazione stretta fra le singole amministrazioni che potrebbe prevedere anche lo sviluppo di soluzioni condivise, piattaforme comuni o il riutilizzo di soluzioni già sviluppata da altre PA.

Naturalmente l’effettivo successo del piano dipenderà da quante delle 20.000 PA italiane adotteranno le misure previste. In questo senso si prevedono penalizzazioni per chi non riqualifica la propria spesa e incentivi invece per chi anticipa le scadenze. Per evitare la paralisi degli enti di piccole dimensioni si prevedono piani di affiancamento e si procederà con l’implementazione delle nuove direttive prima in alcuni ecosistemi chiave (come quello sanitario, che usa circa un quinto della spesa pubblica totale in tecnologie digitali) per dimostrare a tutte le PA che i vantaggi ottenibili sono concreti.

Altro punto cruciale riguarda le risorse economico- finanziarie necessarie ad attuare il piano triennale: si consiglia alle PA di dotarsi della consulenza di esperti in finanza in grado di recuperare le risorse necessarie attraverso fondi europei (sia quelli di gestione diretta che quelli strutturali). E’ comunque necessario trovare ed applicare dei meccanismi che diano supporto alla PA nell’ottenere le risorse finanziarie dall’Europa. In questo senso un grande supporto verrà dall’Agenzia per la Coesione Territoriale che dovrà agire in sincronia con il team di Piacentini e dell’AgID.

Grazie ai 20 anni di esperienza nel settore della consulenza IT e della progettazione di soluzioni software tecnologiche, supportiamo al meglio le PA italiane nella digitalizzazione dei loro processi, generando vantaggi tangibili e maggiore efficienza del lavoro delle istituzioni.

Per contattare un nostro consulente e scoprire come puoi raggiungere gli obiettivi del piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, contattaci ad: info@venicecom.it oppure chiamaci al 041.2525811