Riforma degli appalti, norme più semplici.

08/02/2016 - Roma

“Il Paese ha finalmente una legge che garantisce trasparenza, efficacia e legalità nelle opere pubbliche” ha affermato il ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio, auspicando tempi rapidi per la sua attuazione in norme semplici.

La legge delega per la riforma degli appalti è stata approvata dal Senato e, attraverso il decreto legislativo, attuerà in norme i principi contenuti nella delega. Il decreto legislativo dovrà essere approvato entro il 18 aprile, data in cui scade il termine per recepire alle tre direttive europee che hanno dato il via alla riforma.

Il termine semplificazione è centrale nella delega. Si parla di semplificazione delle procedure, del quadro normativo e della documentazione richiesta alle imprese.

 

Le principali novità

 

  • Definizione di misure destinate a favorire l’accesso delle PMI al mercato degli appalti. L’argomento è di notevole interesse visto che il mercato italiano è costituito per la maggioranza da piccole e medie imprese.
  • Nascita di un albo nazionale dei commissari di gara e divieto di prevedere scorciatoie normative per la realizzazione di grandi eventi, oltre all’introduzione di uno speciale rito per i ricorsi relativi alle cause di esclusione dalle gare.
  • Stop alle modifiche facili in corso d’opera (varianti). Nello specifico ci sarà la possibilità, per le stazioni appaltanti, di risolvere il contratto nel caso la richiesta delle imprese superi una soglia rilevante del valore dell’opera. Verranno inoltre introdotte sanzioni per le stazioni appaltanti che non comunicano le varianti negli appalti superiori a 5,2 milioni.
  • Valutazione delle imprese sulla base di un rating di reputazione che terrà conto del comportamento tenuto nei contratti precedenti. L’obiettivo è quello di spostare l’attenzione dalla forma alla sostanza individuando e premiando le imprese che si comportano correttamente sul campo.
  • Introduzione di forme di dibattito pubblico delle comunità locali dei territori interessati alla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali e di architettura. Il progetto viene discusso prima della sua attuazione, pubblicato online e sottoposto a consultazione; l’esito di tale dibattito verrà inserito nel progetto definitivo.
  • Spinta all’innovazione attraverso l’uso di un software di progettazione che consente di anticipare gli imprevisti durante i lavori.
  • Creazione di un meccanismo di qualificazione delle stazioni appaltanti: l’obiettivo è stabilire un sistema per fasce, con la possibilità di bandire appalti in base alle competenze e all’organizzazione che sarà certificata dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac). Quest’ultima sarà dotata anche di nuovi poteri, come poter bloccare in corsa gare irregolari, per diventare un organo di regolazione del mercato, oltre che di vigilanza.
  • Restrizione dei termini di subappalto con l’introduzione del criterio di delega. I concorrenti dovranno indicare, in sede di offerta, quali parti del contratto intendono subappaltare. Viene anche introdotto il pagamento diretto dalla stazione appaltante ai subappaltatori, senza passare dall’appaltatore principale.
  • Addio al massimo ribasso: la delega impone l’obbligo di utilizzare il criterio dell’offerta più vantaggiosa (prezzo-qualità) in svariati casi, come i servizi di progettazione e i lavori pubblici.

 

In sintesi la riforma vuole allineare l’Italia ad altri paesi più evoluti in quest’ambito, dove conta di più come viene eseguito il contratto e non se sono state formalmente rispettate le complicate procedure dettate dal codice.

Alla luce delle novità che verranno introdotte, l’adozione di un software di e-procurement diventa sempre più strategica per poter consultare in qualsiasi momento il rating di reputazione delle imprese, le modifiche facili in corso d’opera e il calcolo dell’offerta più vantaggiosa, senza dimenticare l’introduzione del criterio di delega e di forme di dibattito pubblico.